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Gocce di Energia 2026

A partire dal 17 settembre, per 3 venerdì, al teatro filarmonico di Piove di Sacco la seconda edizione della rassegna che parla di cura e dono

Data :

14 settembre 2026

Categorie:
Cultura
Salute
Gocce di Energia 2026
Municipium

Descrizione

Tre appuntamenti, tre storie profondamente diverse e un unico filo conduttore: il valore dell’essere umano, della comunità e della conoscenza. È questo lo spirito di Gocce di Energia 2026, la rassegna nata dalla sinergia tra AVIS Piovese, Assessorato alla Cultura della Città di Piove di Sacco e Associazione Nuova Scena impresa sociale.


Giunta alla sua seconda edizione, Gocce di Energia propone tre appuntamenti teatrali di particolare valore artistico e culturale, capaci di affrontare con linguaggi differenti alcuni temi profondamente legati alla nostra contemporaneità: la ricerca scientifica e il coraggio di chi la porta avanti, la solidarietà e il senso di comunità, il rapporto tra scuola, famiglia e nuove generazioni.

La rassegna si apre giovedì 17 settembre alle ore 21.00 con l’anteprima di “Medicina spericolata”, spettacolo di e con Dario Vergassola e Silvia Bencivelli, con le illustrazioni di Sergio D’Innocenzo.
Che cosa può spingere un medico a iniettarsi un batterio sconosciuto o a infilarsi un catetere nel cuore? Orgoglio, follia o una disperata forma di amore per l’umanità? A queste domande cerca di rispondere Medicina spericolata, un talk-show teatrale che trasforma la storia della medicina in un’epica avvincente: un’epica del ricercatore nella quale il rigore della divulgazione scientifica incontra l’improvvisazione comica e l’arte visiva.
Sul palco, la giornalista scientifica Silvia Bencivelli accompagna il pubblico alla scoperta delle vicende di scienziati che hanno scelto di utilizzare il proprio corpo come laboratorio, protagonisti di sorprendenti auto-esperimenti spesso nati dalla disperazione di assistere alla morte dei propri pazienti senza riuscire a salvarli. A interrompere e incalzare il racconto interviene Dario Vergassola, con la sua ironia tagliente e il suo stile inconfondibile, portando alla luce gli aspetti più umani, sorprendenti e talvolta scabrosi di queste vicende.
Il racconto si fa speciale grazie alle illustrazioni originali di Sergio D’Innocenzo, che ricostruiscono virtualmente un laboratorio d’altri tempi, rigorosamente in bianco e nero, evocando atmosfere gotiche e cinematografiche, sospese tra i grandi classici della letteratura e la parodia.
Lo spettacolo è ispirato al libro “Eroica, folle e visionaria” di Silvia Bencivelli, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2023, vincitore nel 2024 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica – Giancarlo Dosi e finalista alla XVIII edizione del Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica.

Il secondo appuntamento è in programma venerdì 25 settembre alle ore 21.00 con La notte dei bambini, interpretato da Gaia Nanni, con la drammaturgia di Gaia Nanni Giuliana Musso e la regia di Giuliana Musso.
Lo spettacolo prende spunto da una vicenda realmente accaduta: il trasferimento, avvenuto in una sola notte, dell’intero Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, il 14 dicembre 2007. Per permettere il passaggio delle ambulanze e dei mezzi impegnati nel trasferimento, la città si ferma e fa strada. Vigili urbani, forze dell’ordine e volontari della Protezione Civile presidiano il percorso, mentre gli abitanti scendono nelle strade, accendono luci colorate, gonfiano palloncini e salutano il passaggio dei bambini, applaudendo medici e infermieri.
Gaia Nanni, interprete eclettica e dalla forte capacità narrativa, dà vita a un monologo divertente e intenso, nel quale si intrecciano le voci di numerosi personaggi, restituiti con ironia e profonda umanità. Un piccolo popolo buffo e tenero si ritrova davanti a un’officina, tra panini e vin brulé, per assistere con il cuore in mano al passaggio delle ambulanze e dei pulmini.
Tra risate e silenzi commossi emerge il racconto di una comunità che, in una notte fuori dal tempo, riscopre il significato della solidarietà e dell’appartenenza. Accanto alle vicende degli abitanti compaiono le testimonianze di alcuni operatori sanitari protagonisti di quella straordinaria esperienza, creando un ponte tra passato e presente e offrendo uno sguardo sul mondo della cura e sulle sue trasformazioni.
Commedia, poesia, narrazione e teatro d’indagine si fondono così in una storia che assume il valore di una favola contemporanea, ma che nasce da un fatto realmente accaduto: il racconto di come, nei momenti di emergenza, a ciascuno possa essere offerta la possibilità di fare del bene e di come quel gesto spontaneo possa farci sentire più profondamente parte di una comunità.

A chiudere la rassegna, venerdì 2 ottobre alle ore 21.00 , sarà “A casa la sapevo – Manuale di sopravvivenza alla scuola italiana”, produzione Chronos 3 / Industria Scenica.
Al centro della storia c’è Leonardo Bassi, un giovane supplente di italiano, alle prese con un’armata di genitori, colleghi e studenti pronti a mettere in discussione ogni sua certezza. Una stampante che diventa comunista, due bidelli chiamati a ripararla e una classe invisibile ma sempre presente fanno da sfondo a una commedia che osserva con ironia il mondo della scuola italiana.
Scritto da Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi (dramaturg), Marcello Mocchi e Camilla Zanini, con la regia di Vittorio Borsari, lo spettacolo si sviluppa attraverso dialoghi esilaranti, situazioni surreali, momenti di sconfitta e piccoli frammenti di speranza.
“A casa la sapevo” prova a parlare di educazione, di chi non si sente abbastanza preparato e di chi, al contrario, sembra aver perso la capacità di improvvisare. Da una parte la scuola, dall’altra la famiglia: due universi destinati inevitabilmente a incontrarsi e a entrare in collisione, soprattutto nell’ora di ricevimento.

Con linguaggi e prospettive differenti, i tre spettacoli compongono così un percorso capace di interrogare il pubblico su alcuni temi essenziali della vita collettiva: la ricerca e il progresso, la cura e la solidarietà, l’educazione e il rapporto tra generazioni. È proprio in questa pluralità di sguardi che si ritrova il significato di “Gocce di Energia”: piccoli gesti, storie e incontri che, uniti, possono generare energia, consapevolezza e partecipazione. La rassegna conferma inoltre la volontà dei promotori di fare del Teatro Filarmonico di Piove di Sacco uno spazio di incontro e confronto, capace di coniugare qualità artistica, divulgazione e attenzione ai temi sociali, coinvolgendo pubblici diversi attraverso proposte teatrali accessibili e stimolanti.

BIGLIETTERIA
Il costo dei biglietti è di 10 euro per l’intero e 5 euro per i soci AVIS.
I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Filarmonico di Piove di Sacco il sabato dalle 9.30 alle 12.30, oppure presso il Cinema Politeama dal giovedì al sabato dalle 21.00 alle 22.30 e la domenica dalle 15.00 alle 22.30. È inoltre possibile acquistare i biglietti online attraverso il circuito Vivaticket, con applicazione del relativo diritto di prevendita.
Sarà infine possibile acquistare i biglietti direttamente il giorno dello spettacolo, a partire dalle ore 20.00, presso la biglietteria del Teatro Filarmonico, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Tutte le ulteriori informazioni consultabili al seguente link: https://www.teatrofilarmonico.it/gocce-di-energia





Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026, 09:33

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